Canottiere

Idee regalo

Arrivare a qualche giorno da un compleanno e non avere nulla da regalare è per pochi, ma svegliarsi la mattina della festa e chiedersi <<ma il regalo?>> è veramente per persone eccezionali. Eppure non ci sentiamo troppo eccezionali in queste situazioni. Istintivamente ti tiri uno schiaffo per svegliarti. Come si può essere talmente distratti?! Provi a contattare le tue amiche, magari una di loro ha pensato a qualcosa, e invece nessuna delle tante ha avuto il tempo o la voglia per farlo…proprio come te. Imprechi quanto un camionista albanese nel raccordo anulare alle sei del pomeriggio e, mentre ti allacci quei jeans un po’ troppo stretti, ti affretti ad afferrare le chiavi della macchina per poi uscire dalla porta di casa tua. Almeno questa è la mia esperienza.

La festa iniziava alle sei ed io, a causa di qualche bicchierino di troppo bevuto la notte prima, mi ero alzata dal letto anche fin troppo tardi. Avevo ancora sette ore per trovare qualcosa e scampare al disastro. Non credevo ce l’avrei fatta, già immaginavo la faccia delle mie amiche quando avrei detto loro che non avevo nulla con me. Nella mia testa, scene di scuse, non tutte plausibili, mi tennero occupata in macchina mentre guidavo come una pazza verso il centro commerciale. Poi l’illuminazione. Mentre percorro la seconda rotonda lungo via Tuderte a Narni Scalo, mi ricordo di una piccola tipografia, nascosta alla strada, ma incredibilmente sorprendente. Infatti la tipografia non si occupava solo di grafica, faceva anche magliette con stampe personalizzate. All’improvviso vidi la via della salvezza, spinsi il piede sull’acceleratore e imboccai la terza uscita. Ad accogliermi un signore un po’ vecchiotto, che imprecava contro una di quelle grandi macchine utilizzate per stampare. Il mio buongiorno lo distrasse e si limitò a guardarmi strizzando gli occhi azzurri, nascosti dietro ai grandi occhiali blu. Quando mi salutò, spuntò da una piccola porticina sulla destra il mio messia. Non persi tempo e gli chiesi se poteva farmi una maglietta con la stampa di una foto che gli avevo portato. Lui ascoltò ogni mia richiesta con attenzione. Il suo volto mi ispirava fiducia, sapevo che grazie a lui ce l’avrei fatta. I problemi subentrarono quando gli dissi che mi serviva subito. I suoi occhi si spalancarono di colpo e le mie certezze cominciarono a vacillare. Si grattò poi il mento, mi chiese la foto che gli sarebbe servita per la maglia e mi invitò a ripassare più tardi. Dopo qualche ora tornai in quella piccola tipografia, nella speranza che tutto fosse già pronto. Appena entrata, lo stesso signore di prima mi venne incontro un po’ zoppicante e mi mostrò un bel sorriso. Lo salutai nuovamente, dopo di che lui, tutto orgoglioso, mi porse la maglietta bianca per farmela controllare. La foto, in cui ero ritratta con tutte le mie amiche, era venuta benissimo, non si era rovinata come temevo e anche i colori risultavano parecchio luminosi. Quella stessa sera, durante la ristretta cena del compleanno, la festeggiata aprì con ansia la busta in cui avevo messo la maglia, la tirò fuori e con un gesto spontaneo si commosse come una bimba per quel regalo così “ricercato”. E dire che lo avevo preso solo due ore prima…

Elis

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